L’interessantissima teoria dei campi morfogenetici di Rupert Shaldrake

Il geniale Rupert Shaldrake intorno agli anni 80 ipotizza la possibilità dell’esistenza del campo morfogenetico, una sorta di coscienza collettiva che influenza tutti coloro che ne fanno parte, come ad esempio una specie, un etnia, una razza, un gruppo o anche una famiglia.

Shaldrake osserva che già nelle forma di vita più elementari, come un aggregato di molecole, si può già osservare come il campo morfogenitico agisce, influenzando molecole simili ad aggregarsi secondo un ordine già conosciuto e sperimentato.

In parole più semplici, una struttura molecolare sembra influenzare le strutture molecolari simili.

Per fare un altro esempio, forse più alla portata di chi nono è biologo come me,  in laboratorio gli scienziati hanno notato che quando lavoravano con delle cavie, una di esse impiegava un certo tempo a trovare il percorso giusto in un labirinto, ma una cavia sottoposta successivamente allo stesso test impiegava meno tempo, e mettendo più cavie ad eseguire lo stesso test spesso i risultati avvenivano in tempi molto ravvicinati ed in alcuni casi simultaneamente.
Questo fa pensare che ci sia una specie di informazione sottile che viaggia tra esseri della stessa specie, come nella teoria della 100sima scimmia, che Ruper Shaldrake chiamerà risonanza morfica.

Shaldrake ipotizza che questa campo di memoria collettiva non sia nel cervello, ma siano un campo d’informazioni che rappresenti una coscienza collettiva, a cui si ha accesso tramite il cervello.
E’ indispensabile notare che queste teorie sono frutto di un osservazione scientifica, e non di prove scientifiche, poiché come affermato dallo stesso biologo, non è possibile dimostrare i campi morfogenetici attraverso un approccio meccanicistico, ma solo con un approccio molto più ampio e nuovo.

Alcune membri della collettività scientifica infatti non accolgono questa teoria, perché non dimostrabile, ma eminenti personaggi come

Queste teorie sono state moto contestate dalla scienza ufficiale ma hanno trovato consenso tra personaggi di spicco come, come Bruce Lipton, biologo cellulare statunitense, studioso delle potenzialità del pensiero individuale, Gregg Braden, conosciuto in tutto il mondo per  la sua capacità di collegare la saggezza antica alle attuali scoperte scientifiche, Deepack Chopra, saggista e leader del movimento di meditazione trascendentale.

Noi non sperimentiamo la sincronicità nella vita quotidiana perché non viviamo al livello in cui si verificano le coincidenze. Di solito vediamo solo i rapporti di causa ed effetto… Ma sotto la superficie sta succedendo qualcos’altro: seppur invisibile ai nostri occhi, c’è una complessa rete di connessioni.
Deepak Chopra

Questa teoria fu anche anticipata dal concetto di sincronicità espresso da Carl Gustav Jung, insieme al fisico quantistico e premio nobel Wolfang Pauli, che spiegavano i processi in cui un processo inconscio permette di percepire delle coincidenze significative e eventi paralleli.

Ricapitolando un po’, si può asserire che ogni individuo appartenente alla stessa specie attraverso quella che è definita risonanza morfica, informa e attinge ad una memoria collettiva che serve allo sviluppo di tutta la specie.

Nelle costellazioni familiari, si può notare come queste risonanze morfiche, lavorino negli individui appartenenti alla stessa famiglia, tutti membri oltre ad avere una coscienza individuale saranno sollecitati ed influenzati dalla coscienza collettiva della famiglia, in una sorta di istinto naturale evoluto di sopravvivenza che tutela tutto il nucleo familiare.

Come nel caso in cui all’interno di una famiglia viene a mancare uno dei genitori, il campo morfogenetico sentirà un vuoto per quel ruolo fondamentale per il sostentamento del nucleo, ed un figlio, spesso il maggiore, per risonanza andrà a colmare inconsciamente quel ruolo.

Questo movimento di ruoli, crea per il figlio che sente dentro di dover sostenere come un genitore la famiglia, un impegno per lui molto grande, spesso troppo, che anche in età adulta lo condizionerà limitandone la propria libertà individuale, creando uno squilibrio nella sua vita e anche in quella di tutti i familiari.

Conclusione

Come abbiamo accennato in diversi articoli, le costellazioni familiari dovrebbero essere fatte, li dove senti di essere imprigionato da schemi comportamentali, da relazioni, o da qualsiasi altra cosa che limita la tua liberta e felicità, ma di cui non riesci a trovarne l’origine

Con il metodo delle costellazioni familiari, e attraverso la teoria dei campi morfogenetici di Rupert Shaldrake, sarà sicuramente un aiuto important, che ti avvicinerà ad una maggiore consapevolezza di te stesso.

Spero che questo breve articolo di sia stato utile

Stefano

2019-03-06T15:33:01+00:00